AUTOVELOX DI MONASTIR: AVEVAMO RAGIONE NOI

L’Associazione Casa dei Diritti esprime tutta la propria
soddisfazione per l’annullamento delle contravvenzioni inflitte
dall’autovelox piazzato dal Comune di Monastir sulla SS 131
e impugnati dai nostri iscritti.

Un ringraziamento doveroso va ai nostri avvocati, Renato Chiesa,
Claudia Mura e Pierandrea Setzu, che ancora una volta hanno dato
suggerimenti corretti e predisposto ricorsi che hanno trovato
accoglimento presso le autorità competenti.

Condividiamo la posizione di quanti ritengono prioritario garantire
la sicurezza sulle strade e impedire la circolazione a chi preme
troppo il pedale sull’acceleratore, ed è proprio per questo che abbiamo
condotto e condurremo ancora le nostre battaglie: Las Plassas,
Monastir, Uta, Fiumicino e altre ancora.

Siamo infatti convinti che per garantire la sicurezza delle strade
non si deve multare in modo indiscriminato; si deve, al contrario,
costringere ogni automobilista a rallentare, predisponendo un
sistema di segnalazione talmente evidente da indurre anche i novelli
Schumacher a rispettare il limite di velocità nel tratto di strada controllato
dall’autovelox.

I Comuni che utilizzano gli autovelox hanno il dovere, sancito
dalla legge, di predisporre un’adeguata cartellonistica di segnalazione.
Laddove ciò è avvenuto, pressochè nessuno ha violato i limiti di
velocità e la strada è divenuta sicura; e quei pochi che in tali
casi superano la velocità consentita, è giusto che subiscano sanzioni
molto più pesanti di quelle attuali, fino ad arrivare all’arresto
immediato con successiva detenzione per le violazioni più gravi.

Se al contrario per molti mesi, come è successo a Las Plassas ma
anche a Monastir, migliaia di automobilisti infrangono il limite di
velocità, è perfettamente inutile che poi quegli stessi
automobilisti vengano multati, perché nel frattempo per troppi mesi quel tratto
di strada non è stato messo in sicurezza per mezzo di adeguata
cartellonistica: e ciò costituisce un sicuro profilo di responsabilità
(o, quantomeno, di corresponsabilità) dell’amministrazione comunale
nell’eventualità di un sinistro stradale.

E poi, diciamocela tutta: quando dietro queste vicende c’è l’
interesse di un privato (e cioè della società proprietaria dell’
autovelox), allora la cosa puzza lontano un miglio e la nostra
battaglia assume contorni ancora più definiti.